69) Bulgakov. Scienza e metafisica.
In questa lettura il filosofo russo Sergej Bulgakov osserva che la
scienza  in continuo progresso e in ci sta la sua forza e la sua
debolezza (secondo la critica hegeliana alla cattiva infinit).
L'uomo per ha bisogno di una rappresentazione compiuta del
mondo e per questo ci sar sempre uno spazio dedicato alla
metafisica.
S. N. Bulgakov, Problemi fondamentali della teoria  del progresso
[1902] (vedi manuale pagina 206).

 Ma, per quanto si sviluppi, la conoscenza positiva rimarr sempre
limitata in base al suo oggetto: essa studia solo frammenti di una
realt, la quale continuamente si allarga dinanzi agli occhi di
chi l'indaga. Il problema di una piena e compiuta conoscenza
nell'ambito dell'esperienza  del tutto insolubile ed  un
problema mal posto. E' un problema illusorio e falso, come quello
di arrivare all'orizzonte che continuamente si allontana in uno
spazio interminabile. Lo sviluppo della scienza positiva  senza
fine, ma questa infinitezza rappresenta la forza e la debolezza
della conoscenza positiva: la forza, nel senso che non esiste e
non pu essere stabilito il confine della scienza sperimentale nel
suo movimento progressivo, la debolezza nel senso che questo
movimento infinito  condizionato precisamente dall'impossibilit
di risolvere definitivamente il problema di pervenire a una
conoscenza compiuta. Ci troviamo qui dinanzi ad un esempio di
quello che Hegel chiam cattiva, incompiuta infinit (schlechte
Unendlichkeit, propriamente Endlosigkeit), a differenza
dall'infinit intesa come compiutezza. La prima da un punto di
vista geometrico pu essere illustrata dalla retta che si prolunga
indefinitamente nello spazio, la seconda dal cerchio. Come, da un
punto di vista puramente matematico, a paragone con l'infinito
tutte le grandezze finite perdono significato, quale che sia la
differenza intercorrente tra le loro misure assolute, cos 
possibile affermare che al presente la scienza positiva non  pi
vicina al risultato di offrire una conoscenza compiuta di quanto
lo fosse alcuni secoli fa o lo sar tra alcuni secoli.
Ma l'uomo deve necessariamente avere una rappresentazione compiuta
del mondo, non pu rimandare la soddisfazione di quest'esigenza al
momento in cui la scienza futura offra materiale sufficiente a
questo scopo, egli deve ricevere risposte ad alcune domande che
gi sorpassano l'ambito della scienza positiva e di cui questa,
dal canto suo, non ha neppure coscienza. Al tempo stesso l'uomo
non pu soffocare in s stesso questi interrogativi, far mostra
che non esistano, ignorarli praticamente, come in sostanza
propongono di fare il positivismo e l'agnosticismo nelle loro
varie sfumature, ivi compreso anche il neokantismo, soprattutto
nella sua tendenza positivistica. Per l'uomo, come essere
razionale,  infinitamente pi importante di qualsiasi speciale
teoria scientifica la risposta alla domanda su che cosa
costituisca il mondo nel suo insieme, quale sia la sua sostanza,
se abbia senso e fine razionale, se la nostra vita e il nostro
operare abbiano un qualche valore, sulla natura del bene e del
male eccetera In una parola, l'uomo si interroga e non pu non
interrogarsi non solo sul come, ma sul che cosa, perch, a che
scopo. Ma queste domande non trovano risposte da parte della
scienza positiva, anzi, essa n le pone n pu risolverle. La loro
soluzione appartiene all'ambito del pensiero metafisico, che
avanza perci i suoi diritti accanto alla scienza positiva.
S. N. Bulgakov, Il prezzo del progresso, a cura di P. C. Bori,
Marietti, Casale Monferrato, 1984, pagine 52-53.
